Ligi al nostro codice deontologico che ci mette in guardia dall’azzardare ritratti di personalità basati sulla sola firma, ci limitiamo a una descrizione dell’aspetto grafico della firma di Mario Draghi.

Interessante la discontinuità che la caratterizza: un nome vergato con cura e chiarezza, irto di denti di pescecane nella “M”, che quasi assume la forma simbolica di una corona, e un cognome stilizzato e illeggibile, connotato da lunghe aste svettanti in zona superiore, abilmente compensate da un allungo inferiore che pesca, a mo’ di insidioso amo, in acque profonde…Qui il gesto non si attarda, ma scorre veloce e risparmia gli ovali del cognome, che si trasforma in cifra riconoscibile e personalissima.

Il tratto, apparentemente pastoso e dalla pressione ferma, rafforza l’effetto di solidità trasmesso dall’insieme.

C.P.