Luca Cordero di Montezemolo
Arigraf2020-11-09T14:40:41+01:00
Un gesto grafico disinvolto, elastico e disinibito, che sembra a suo agio nell’alternanza dell’inclinazione degli assi scrittori, che si sdraia e si allarga sul rigo con apparente nonchalance, ma riprende piglio e corpo nel disegno di una firma che si impone per la consistenza del tratto, l’ardita e fantasiosa costruzione delle lettere, lo sviluppo privilegiato della zona superiore.
A un apparente atteggiamento di rilassata e spensierata disponibilità, fa riscontro la piena coscienza del proprio status (vedi l’anno

2012 posto sotto la sottolineatura della firma, come farebbe l’autore di un quadro), l’irrinunciabilità a sempre più elevate aspirazioni, la consapevolezza di potersi permettere eccentricità e libertà che ad altri sono precluse.
La selettività nei contatti è ben testimoniata dagli ampi bianchi tra parole e- addirittura – tra parole e punteggiatura, mentre il Montezemolo brillante manager, portatore di innovazione nel business dei trasporti, è chiaramente evidente nelle numerose disuguaglianze, nelle ricombinazioni, nella flessibilità del tratto, nei collegamenti ad arco nello spazio, nei gesti à rebours.
C.P.




Un gesto che ammalia, ma sotto le volute e le curve carezzevoli disvela un carattere deciso, un’ambizione prepotente, una grande abilità di coinvolgimento, l’estro per la soluzione innovativa e per il gesto spiazzante, una volontà di emergere che non si sottrae all’esercizio del sacrificio, un narcisismo candidamente ostentato.






Un prete “scomodo”, che aveva fatto sua una scritta vista in Brasile, sulla facciata di una chiesa:“caro cristiano, tu che stai per entrare, sappi che il mondo si divide in oppressori e oppressi. Tu da che parte stai?” E don Gallo è sempre stato dalla parte degli oppressi, dei diseredati dalla società, degli ultimi, degli emarginati. E’stato più volte criticato e continuamente spostato da una parrocchia ad un’altra dalla Chiesa stessa, per i suoi atteggiamenti trasgressivi: l’ostentata fumata di uno spinello in pubblico per protestare contro la legge sulla droga, la sua partecipazione al gay pride di Genova per segnalare le incertezze della chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali, il suo essere dichiaratamente di sinistra e amico di personaggi a loro volta trasgressivi come Vasco Rossi e Fabrizio De André. Ma don Gallo è anche il prete più amato per la sua capacità di ascolto, per la sua pietà nei 

Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013) astrofisica, divulgatrice scientifica e attivista per i diritti civili




La sua firma ad ampi festoni è sempre fedele a se stessa, colma di tenerezza.

Lontano dalla grafia enigmatica di molti medici chirurghi, sembra abbracciare la realtà concreta e caricarla con un “sorriso” sulle sue spalle, e con le curve di una zona mediana ampia – affettiva – e un tratto morbido, intende rassicurare il suo popolo.