Progetto: Valutazione grafo-motoria e laboratori per la scuola d’infanzia

2025-03-22T12:55:04+01:00Tag: |

Materiali

Sezione 3 anni

Sezione 4 anni

Sezione 5 anni

Il progetto

Obiettivi:

  1. Rilevare e potenziare i pre-requisiti della scrittura in una ottica di continuità tra la scuola d’infanzia e primaria e di prevenzione delle difficoltà grafo-motorie
  2. Dare agli insegnanti indicazioni e attività pratiche per lavorare efficacemente sui pre-requisiti
  3. Valutare alla luce del lavoro svolto i miglioramenti da parte dei bambini

Progetto: Questione di filo

2025-03-26T09:47:28+01:00Tag: |

Materiali

Il progetto

Il progetto che espongo si propone di indagare le possibili correlazioni tra i lavori di aguglieria, ferri, uncinetto e ricamo e i generi grafologici. L’aguglieria è nata per garantire la  sopravvivenza, intrecciare reti da pesca e poi infittendo la trama per coprirsi, ma ora, liberata dalla produzione industriale dello scopo pratico, è diventata un hobby con ampia scelta  di materiali che permette a chi la pratica di usarla come espressione di sé. L’ipotesi di partenza da verificare è che in quanto prassia manuale, si possano trovare rispecchiate in un  lavoro a mano le caratteristiche del grafismo: l’occupazione dello spazio, la tonicità del movimento, la scelta dei punti, dei modelli e dei filati che, come il tratto grafico per la  scrittura, sono il costituente del lavoro.

Per svolgere l’indagine ho chiesto agli appassionati di aguglieria di darmi la loro scrittura e una fotografia del loro lavoro preferito. Il primo  obiettivo da ottenere è creare materiale divulgativo sulla grafologia idoneo all’incredibilmente ampio popolo degli appassionati di filo. In seconda istanza è rivolgersi a chi si  avvicina alla grafologia e semplificare con paragoni per immagini alcuni concetti inizialmente ostici sullo snodarsi del filo grafico.

Gli obiettivi futuri prevedono approfondire la  ricerca su temi sociali (la narrazione della figura femminile) e tecnici (filati e tratto). Infine, l’analogia tra filo e traccia grafica potrebbe essere uno stimolo visivo e tattile per un  laboratorio di gesto grafico nelle case di riposo.

Obiettivi attesi

  • Raggiungere una platea ampia potenzialmente interessata ai corsi di grafologia, sia per scopo lavorativo che di svago.
  • Far conoscere i campi di applicazione e dare visibilità alla figura del grafologo.
  • Proporre analogie tra knitting e scrittura a chi si avvicina alla grafologia per approfondire la ricerca sul tratto e facilitarne la comprensione
  • Dare il via a laboratori nelle case di riposo di filo grafico e filo di lana

Struttura

L’ipotesi da verificare con il progetto di grafoknitting è la possibilità di indagare i lavori di aguglieria come espressione della personalità usando come parametro le parti costituenti  del grafismo: spazio, forma, movimento e tratto, abbinando per immagini lavori e scrittura.

Togliamoci subito il pensiero: il knitting nell’immaginario collettivo è considerato con una connotazione negativa, “fare calzetta” equivale ad attività di poco conto ii, eppure  inaspettatamente non solo il numero di chi si dedica cresce, come dimostra il moltiplicarsi di fiere ed eventi, ma è cambiato per approccio: si informa sui filati come e dove sono fatti  e con cosa sono prodotti, studia la storia della maglia e della tessitura. La Knitting therapy è usata nei reparti di oncologia per rilassare i parenti dei malati ed esistono manuali di knitting e mindfulness.
Anche il mondo della moda è visto come frivolo, ma rappresenta circa il 5% del PIL nazionale con previsione di crescita. Se il fashion, spia e precursore dei gusti e delle tendenze,  ha riscoperto il “fatto a mano”, significa che il ritorno ai lavori manuali è conclamato.

È un approccio alla grafologia all’apparenza leggero, giocoso ma, se l’ipotesi di partenza trova conferma, dai risvolti profondi.

Ritengo che chi è appassionato di aguglieria possa essere interessato a indagare la scrittura, perché tra loro trovo somiglianze:

  1. Scrittura e aguglieria sono arti antiche, ci legano al passato; una ha segnato l’evoluzione l’altra ha permesso di sopravvivere.
  2. Entrambe hanno dismesso la loro funzione iniziale con l’evoluzione e le tecnologie ma vivono un momento di ri-scoperta, si sono moltiplicati le associazioni, gli eventi e i  corsi per l’una e per l’altra.
  3. Sono un prodotto delle mani e dell’ingegno, sono dinamiche e il movimento che le crea porta, mantiene ed esprime le caratteristiche di chi le produce.

Il knitting è aggregativo, necessita e invoglia gli scambi; le sessioni di lavoro di gruppo sono momenti di condivisione, in cui spontaneamente si parla si sé.

Per i grafologi sarebbe interessante scoprire che altre attività manuali oltre alla scrittura confermano i nostri studi.

I filati con la loro varietà di tipi e colorazione sono un buon veicolo per laboratori di gesto grafico nelle case di riposo.

Questioni di arti superiori

Scrittura e aguglieria si fanno con le mani. Sembravano dover essere soppiantate dall’evoluzione tecnologia che, invece, per alcuni aspetti si rivela un’alleata che ne amplifica la comunicazione e ne stimola l’avvicinamento.
Sono arti simbolo della sostenibilità, trionfo della green economy. Un maglione fatto in casa può essere ripreso e modificato per adeguarlo al gusto e alla crescita. Per scrivere  bastano carta e penna e la carta è riciclabile per antonomasia. Carta e filo hanno vita infinita.

“Lavori femminili” da nonne

Thomas Robert Daley, classe 1994, britannico, campione olimpionico di tuffi,mentre aspetta il suo turno a bordo vasca sferruzza e fa uncinetto.

Antonio Castillo knit designer, 30 anni, spagnolo, specializzato in scialli, colora con materiali naturali la lana che lavora. Knitter attivo sui social.

Giovanni Maria Conti, knitter, è professore al Politecnico di Milano sezione Moda e Design della maglieria, insegna il knitting agli studenti.

Comprando una gonna insieme a mia figlia, commento “credo starà bene con la maglia che ho fatto”, il giovane commesso, serio ed elegante, inizia con una serie di domande  tecniche “ferri in linea o circolari? Metodo continentale? Hai fatto tu il modello? Dove compri la lana? Quanta ne hai usata?” Abbiamo convenuto che il lavoro a trecce consuma  davvero tanto filato e quando ha saputo che sono di Biella, patria del filo da maglia, ho capito dal suo sguardo che la nostra relazione sarebbe diventata qualcosa di più profondo.

Pochi esempi che dimostrano che “lavori femminili” non è più il termine adatto e che legarli a persone anziane è sbagliato. Sui social sono numerosi giovani e ragazze che postano  orgogliosi i loro lavori, con tutorial per realizzarli e anche con lo scopo di venderli. Da hobby lo trasformano in fonte di reddito. Scrittura e Knitting sono creative e stimolanti e  conquistano pubblico ampio per età e genere e nazionalità.

Grafologia e Knitting: GrafoKnitting

Spazio, forma, movimento e tratto sono gli elementi costitutivi del grafismo. Mi propongo di indagare i possibili rispecchiamenti con i lavori di filo, appaiando immagini di scrittura e di lavori della stessa persona.

Posso subito dire che lo stesso filo, lavorato con gli stessi ferri con mani diverse darà risultato diverso; la mano lascia il suo marchio.

Spazio

Il punto di partenza. Con la penna su un foglio bianco e con i ferri e il gomitolo nuovo da iniziare.

C’è chi ha già un progetto preciso, fa un campione per sapere quante maglie e quanti giri e prova un paio di grandezze di ferri diversi per trovare quello che soddisfa di più.

C’è invece chi procede a tentativi, prova e ricomincia, man mano il risultato indirizza il lavoro e avanzando si corregge, come chi alla fine del foglio non ha finito di dire tutto.

C’è chi ama la sobrietà, chi riempie di dettagli.

Forma

Nella forma grafica si combinano convenzionalità e personalizzazione. Il lavoro per esistere deve concretizzarsi in una forma. Senza “forma” non avviene la comunicazione e non c’è  il lavoro. I punti base sono veramente pochi ma le combinazioni sono numerosissime e per eseguire un lavoro normalmente si fa riferimento a uno schema già fatto da un knitter  designer. Quale schema si sceglie? Ampolloso, complicato, intricato oppure semplice, lineare. Si può scegliere se attenersi fedelmente a quello schema e riprodurlo, punto per punto, o personalizzarlo semplificando o complicando.

L’aspetto del lavoro cambia se eseguito con un solo colore oppure con un intreccio di colori stile jacquard, se si eseguono lavorazioni in rilievo o traforate.

Movimento

A priori, ancora con poco materiale a disposizione, abbinerei il “modo di andare del filo grafico”, la fluidità oppure la sua assenza, con la tensione che si esercita lavorando. La  tensione è palpabile e anche visibile: troppa conferisce durezza; poca conferisce mollezza. Interrompere e riprendere un lavoro può mettere in evidenza differenze di tensione.

È verosimile che abbia delle connessioni anche con la pressione, perché riguarda la forza che si esercita nei movimenti del lavoro.

Tratto

Abbinerei il tratto al filo col quale costruiamo il lavoro, la materia prima. Basti pensare a come cambia il risultato se dallo stesso Knit design iniziale uso lana o cotone, mohair o  rafia.

Le parole per descrivere filo e tratto sono le stesse.
Il tratto viene esattamente descritto così da Anna Dondero e Massimo Redaelli: “caldo come lana, soffice e seducente come seta, semplice ed essenziale come iuta, raffinato o  splendente come cachemire” [Dondero- Redaelli estratto seminario op. cit.].
Il filato viene descritto da Tellier-Loumagne così: “Come le linee e i tratti in campo plastico, [i filati] hanno una vita, una memoria, un’espressione. Possono erfino essere compresi in  maniera soggettiva. Alcuni sono arroganti e ribelli, recalcitranti. Altri docili, candidi o scontrosi. O timorosi, pretenziosi, sofisticati, o perché no, divertenti. O ancora insolenti o  lascivi. Sono vigorosi, all’erta, gioviali, sono burberi, austeri e taciturni oppure nostalgici”. [Maglie op.cit.]. La vertigine di aggettivi usata dà il quadro di come il filato sia simbolo.

Il modo in cui il tratto e filato si dipanano riflettono l’atteggiamento verso la vita. E ancora, come il tratto si sposa alla pressione, il filo cambia consistenza a secondo della  lavorazione che ha subito e può essere costante come il mouliné o presentare ingorghi come il bouclé.

Il modo personale di tendere il filo lavorando (il movimento), fa si che un tipo sia più adatto a una specifica mano.

L’ipotesi che si possano abbinare scrittura e knitting è nata quando sono incappata nella scrittura della Maestra del knitting universalmente riconosciuta: Elizabeth Zimmerman  (1910-1999).

La sua grafia vigorosa, semplice e con prevalenza di angoli, è scaldata da un tratto denso, ampio, pieno di calore. Le sue pubblicazioni hanno l’obbiettivo di dare le informazioni per  progettare e realizzare autonomamente i progetti, non fornire schemi da copiare. Una vera condottiera. I suoi lavori hanno risvolto pratico, in maggioranza cappelli e maglie, sono in  filato morbido ma con disegni geometrici rigorosi. Tutto manifesto nella firma.

Una grande Maestra

2025-03-04T20:10:57+01:00Tag: |

Nicole Boille se n’è andata in punta di piedi, soavemente. Era passata da pochi giorni la Pasqua.

Soavemente. Non troviamo avverbio migliore per definire lo stile della persona – la nostra Fondatrice, la nostra prima Presidente – e il suo muoversi lieve, il suo spaziare disinvoltamente dal mondo della Grafologia a quello della Psicologia e dell’Arte: una triade divenuta un brand che ha caratterizzato il suo percorso professionale.

Utilizzando ai massimi livelli lo strumento dell’analisi grafologica, Nicole Boille ha infatti esplorato il rapporto tra psicologia e arte alla luce degli studi sul processo creativo: “Scrittura come arte, arte come scrittura” era uno dei suoi saggi più apprezzati.

Allieva di Ania Teillard, Grafologa, Psicologa, moglie di Artista e Artista ella stessa, era l’unica in grado di indagare e governare con sapienza le complesse interconnessioni tra i tre ambiti.

Ma faremmo torto alla persona se ci limitassimo ad esaltarne i contributi di studiosa.

Nicole era un rarissimo esempio di donna che metteva tutti d’accordo in una sorta di ammirazione quasi incredula per il suo tratto gentile, la sua apertura mentale, la sua intelligenza  al contempo intuitiva e riflessiva, la sua cultura profonda, il suo impegno sociale (una pasionaria con i modi di un angelo – suggeriva qualcuno). Né le faceva difetto una certa anima bohémienne che i giovani grafologi avevano colto agli esordi dell’ Arigraf, nei primi anni ’80.

Si faceva lezione in appartamenti fatiscenti, in locali eufemisticamente “spartani” messi a disposizione gratuitamente dai tanti amici che non sapevano dirle di no: una sorta di bateau lavoir grafologico in cui Nicole si muoveva come un’aristocratica all’interno del palazzo di famiglia, spargendo entusiasmo sul misterioso oggetto chiamato gesto grafico, catturando l’attenzione su “segno e disegno”, su “tratto e autoritratto” – tanto per citare alcune delle sue allitterazioni.

E allora i locali fatiscenti sparivano, e tutti erano convinti di trovarsi alla corte della Regina.

Dibatteva con il grafologo morettiano più severo e con quello iconoclasta della Grafologia Racional spagnola, affascinava i consessi internazionali con la sua affabulazione nutrita di termini poetici e di metafore, si intratteneva amabilmente e alla pari con i numerosi artisti amici e colleghi del marito tanto amato – Luigi Boille. “A l’écoute de la créativité” – avrebbe detto, citando un suo contributo a un congresso di grafologi del Québec. E uno di questi, il “gigante” della grafologia internazionale Jean Charles Gille-Maisani, aveva Nicole Boille come saldo punto di riferimento in Italia: alloggiava a Roma in un piccolo hotel attiguo allo splendido attico di Nicole in Via Panisperna e amava sedersi in cucina con lei e il marito all’ora dei pasti, condividendone la quotidianità.

Alla sua morte, Gille-Maisani ha lasciato a Nicole Boille la sua preziosa e sterminata biblioteca (migliaia tra libri, saggi, articoli), consapevole che solo lei avrebbe potuto prendersene cura, apprezzarla e valorizzarla al meglio.

“Non esiste una persona migliore di lei”, pare abbia confidato – o forse l’ha solo pensato. E noi con lui.

Bando premio ARIGRAF Nicole Boille

2025-03-22T12:55:07+01:00Tag: , |

Concorso di Idee con l’assegnazione di n. 2 assegni premio intitolati

alla memoria di

Nicole Boille, fondatrice dell’Arigraf

Il concorso è indetto in onore di Nicole Boille: leggi l’articolo al proposito

Regolamento

Articolo 1. Oggetto del concorso

L’ARIGRAF – Associazione Italiana di Ricerca Grafologica – indice un Concorso di idee per l’assegnazione di due assegni premio destinati alla promozione e alla divulgazione della Grafologia e della Scrittura a mano.
L’obiettivo è quello di sostenere progetti e iniziative che contribuiscano alla valorizzazione e alla diffusione della disciplina grafologica e del suo oggetto di studio- la scrittura manuale — preservandone il valore culturale ed educativo.

Articolo 2. Requisiti di partecipazione

Possono partecipare al Concorso:

  1. Grafologi diplomati, Grafologi forensi, Educatori del gesto grafico
  2. Studenti delle Scuole di Grafologia
  3. Ricercatori e studiosi nel campo della Grafologia e della Scrittura a mano
  4. Docenti di scuola primaria
  5. Esperti della Scrittura di età evolutiva
  6. Studenti e Neolaureati con tesi e progetti di ricerca inerenti la Grafologia e la Scrittura a
    mano.

E’ necessaria l’iscrizione all’ARIGRAF in qualità di socio ordinario; l’iscrizione può essere effettuata
anche al momento della presentazione del progetto.

Articolo 3. Modalità di presentazione delle domande

Le domande dovranno essere inviate entro e non oltre il 10 dicembre 2024, e devono includere:

  1. Descrizione del progetto/dell’iniziativa, con particolare attenzione agli obiettivi, alle
    modalità di attuazione e ai risultati attesi (max 2000 parole);
  2. CV del candidato;
  3. Lettera di motivazione che esponga l’importanza del progetto e la sua rilevanza nel
    contesto della Grafologia e della Scrittura a mano;
  4. Piano di spesa dettagliato e, se applicabile, eventuali documenti di supporto;
  5. Eventuali pubblicazioni o lavori inerenti al tema.

Le candidature devono essere inviate via email al segg. indirizzo: arigraf.segreteria@gmail.com

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