Domenica 12 Maggio 2024 ore 18.00 su piattaforma zoom

Arigraf propone una serie di incontri su grandi personaggi della letteratura, delle arti figurative, delle scienze, della musica e dell’arte in generale.

Per ogni incontro si ricostruirà il tempo, il luogo e la società in cui l’Autore è vissuto; si percorreranno le sue vicende personali non solo attraverso la testimonianza sempre viva e coinvolgente della sua scrittura e di quella dei personaggi che hanno incrociato la sua vita, ma anche mediante la lettura di testi di lettere, di poesie o di passi di romanzi.

Gli incontri sono aperti non solo ai grafologi, ma anche a chi voglia conoscere in profondità il magico mondo della creazione artistica, con la sofferenza e la motivazione, a volte esaltante, a volte compulsiva, che ha generato grandi opere immortali.

Informazioni di prenotazione
Data: Domenica 12 Maggio 2024 h 18-20
Titolo: BECCARIA/DEI/DELITTI E DELLE/ PENE/CON/NOTE
a cura di: Dott. Raffaele Caselli – scopri di più

Telefono: 333 5881360
eMail: arigraf.segreteria@gmail.com
Prenotazioni entro: 10 Maggio 2024

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CESARE BECCARIA

BECCARIA/DEI/DELITTI E DELLE/ PENE/CON/NOTE

“Studio peritale condotto su alcune annotazioni manoscritte a margine di un rarissimo volume dell’opera Dei Delitti e delle Pene di Cesare Beccaria, pubblicato nell’opera di Raffaele SBARDELLA, BECCARIA/DEI/DELITTI E DELLE/PENE/CON NOTE, La Città del Sole, Napoli, 2005.

In una bancarella di libri antichi emerge un esemplare rarissimo dell’opera “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, stampato a Livorno dall’Editore AUBERT nel 1766 con il falso nome “LAUSANNA”. Era la prima edizione dove compariva il nome dell’autore, ma dopo la stampa il frontespizio viene strappato, il nome dell’editore viene sostituito con “HARLEM” e viene eliminato il nome dell’autore.

Solo un esperto della letteratura giuridica del ‘700 poteva capire il valore di quell’esemplare: si trattava del sesto esemplare finora rinvenuto dell’edizione originale “LAUSANNA” ed inoltre conteneva due note a penna a margine delle pagine 118 e 129 nelle quali vengono affrontati due argomenti importanti: la pena di morte e la figura del boia. Quelle note, per Raffaele Sbardella che ha rinvenuto questo esemplare, acquistano un particolare valore poiché sa che l’edizione successiva, stampata a Parma nel 1769, era “corretta in due luoghi” rispetto alla precedente, ma di questa edizione non è stato rinvenuto alcun esemplare. L’esperto, attraverso un’opera di minuziosa ricerca, riesce a ricostruire la vita di quell’esemplare da quando è partita dalla tipografia di Livorno diretta a Beccaria, una delle dieci copie omaggio per l’autore, fino alla bancarella dove è stato rinvenuto. Seguire questo percorso ed analizzare la scrittura di Beccaria con gli occhi del perito per accertare se quelle note erano veramente di Cesare Beccaria è stato un lavoro affascinante sia per il valore intrinseco di quelle note, sia per l’importanza che avrebbero assunto se fossero risultate autografe. La perizia ha accertato l’autografia di quelle note ed è stata pubblicata come allegato all’opera diligente e scrupolosa di ricerca di Raffaele Sbardella.