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SEMINARIO: GLI UOMINI E L’ANIMA

2022-05-12T12:03:07+02:00

Sabato 21 Maggio 2022 ore 9:30-12:30 su piattaforma zoom

Il seminario è destinato ai grafologi e agli studenti di grafologia.

Individuare la specificità della grafia è il senso della ricerca grafologica. Più strumenti si posseggono, più si può pensare di riuscire ad avvicinarsi alla complessità dell’essere umano. Il concetto di anima, insieme al suo opposto animus, costituisce una coppia di archetipi fin troppo famosa e fin troppo citata. A proposito e a sproposito. Pur nella convinzione che dal punto di vista esperienziale l’anima e l’animus possano essere intuiti, vissuti, ma mai compresi appieno, proveremo ancora a rifletterci. L’obiettivo sarà quello di dimostrare come le considerazioni sull’anima possano aiutare a meglio individuare in che modo le componenti femminili/ maschili siano integrate nella personalità e come la complessa dinamica si manifesti nel comportamento grafico.

Informazioni di prenotazione
Data: Sabato 21 Maggio 2022 ore 9:30 – 12:30
Titolo: GLI UOMINI E L’ANIMA
a cura di: Dott.ssa Anna Rita GUAITOLI

Telefono: 333 5881360
eMail: arigraf.segreteria@gmail.com
Prenotazioni entro: 18 Maggio 2022

Prezzo: €20,00 soci Arigraf – € 70,00 esterni (comprensivo di tessera associativa)

 

Clicca qui per scaricare la locandina.

Oltre il personaggio: L’ENIGMA IRRISOLTO DI MAURICE RAVEL

2022-05-12T11:38:02+02:00

Domenica 22 Maggio 2022 ore 18.00 su piattaforma zoom

Arigraf propone una serie di incontri su grandi personaggi della letteratura, delle arti figurative, della musica e dell’arte in generale.

Per ogni incontro si ricostruirà il tempo, il luogo e la società in cui l’Autore è vissuto; si percorreranno le sue vicende personali non solo attraverso la testimonianza sempre viva e coinvolgente della sua scrittura e di quella dei personaggi che hanno incrociato la sua vita, ma anche mediante la lettura di testi di lettere, di poesie o di passi di romanzi. Per i musicisti saranno proposti brani di musica con un breve commento, per approfondire anche la tecnica compositiva e dare la possibilità di immergersi nel mondo dell’Autore. Gli incontri sono aperti non solo ai grafologi, ma anche a chi voglia conoscere in profondità il magico mondo della creazione artistica, con la sofferenza e la motivazione, a volte esaltante, a volte compulsiva, che ha generato grandi opere immortali.

Informazioni di prenotazione
Data: Domenica 22 Maggio 2022 ore 18.00
Titolo: L’ENIGMA IRRISOLTO DI MAURICE RAVEL
a cura di: Elena Manetti

Telefono: 333 5881360
eMail: arigraf.segreteria@gmail.com
Prenotazioni entro: 18 Maggio 2022

 

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In tutte le immagini fotografiche Ravel appare perfettamente controllato, con un’espressione intenta, ma fredda, quasi sempre senza sorriso, aristocratico e distaccato, elegante e perfettamente in ordine. “Preciso come un orologiaio svizzero” lo definì, parlando della sua persona e della sua tecnica musicale, Stravinskij. Maurice Ravel viene considerato da molti uno dei più grandi musicisti del Novecento, ma la sua personalità schiva e riservata, la sua costante solitudine e la sua misteriosa e deteriorante malattia neurologica, che lo porta alla morte prematuramente, hanno creato intorno a lui un’aura inquietante ed enigmatica. Nella conferenza sarà approfondito il percorso umano, artistico e grafologico del grande compositore, con alcuni esempi musicali – tra cui il famoso “Bolero” – e con un’attenzione, anche peritale, alla sua scrittura via via mutata e degradata nel corso della malattia.

 

Credits: picryl.com

SEMINARIO: I RITMI DI HEISS

2022-05-12T11:39:11+02:00

Sabato 7 Maggio 2022 ore 9:30-12:30 su piattaforma zoom

Il seminario è destinato ai grafologi e agli studenti di grafologia.

“…figurati se le stelle non hanno ritmo”. Parole di un cantautore (Ligabue), parole che ci collegano poeticamente al ritmo che è della vita, del mondo, di ogni individuo. Noi, però, cercheremo di riflettere solo su quanto, e come, l’individuazione del ritmo ci possa aiutare ad entrare nel tracciato grafico. Per farlo abbiamo bisogno di considerare i rapporti di tensione che sono alla base del ritmo: avremo bisogno, perciò, di Rudolf Pophal. Ci soffermeremo poi su Robert Heiss (1903-1974) che ci ha insegnato a ricercare il ritmo negli elementi base della grafia: movimento, spazio, forma. Da qui, le domande: di questi ritmi, quale prevale? Come si integrano tra loro? Cosa significano nella strutturazione della personalità?

Informazioni di prenotazione
Data: Sabato 7 Maggio 2022 ore 9:30 – 12:30
Titolo: I ritmi di HEISS
a cura di: Dott.ssa Anna Rita GUAITOLI

Telefono: 333 5881360
eMail: arigraf.segreteria@gmail.com
Prenotazioni entro: 30 Aprile 2022

 

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L’Arigraf intende devolvere il ricavato del seminario a Save the Children e al suo progetto speciale a sostegno dei bambini ucraini che hanno dovuto abbandonare le loro case nel corso dell’attuale conflitto. Sarà un modo per testimoniare la vicinanza e l’impegno della nostra Associazione verso tutti i bambini, nello specifico gli ucraini, affinché possano sopravvivere, crescere sani, studiare e portare nel mondo la cultura della pace.

Alla scoperta del carattere: I tipi caratterologici di le senne e le loro correlazioni grafologiche

2022-02-25T00:26:33+01:00

Domenica 20 marzo 2022 — ore 9:30-12:30 su piattaforma Zoom

a cura della Dott.ssa Maria Luisa FAVIA
Il seminario è destinato ai grafologi, agli studenti di grafologia e a tutti coloro che sono interessati ad accostarsi allo studio del carattere.

Il rapporto fra personalità e carattere è assimilabile a quello tra forma e materia: il carattere è l’impronta (character in greco), il substrato, lo “scheletro mentale” sul quale la personalità si modella e si evolve.
Le disposizioni caratteriali fisse che formano questo scheletro mentale sono congenite e non possono essere modificate, ma solo specificate e precisate dall’evolversi della personalità e dall’esercizio del libero arbitrio.
René Le Senne ha individuato le tre componenti fisse del carattere che, combinandosi fra loro, danno luogo a otto tipi caratteriali. Gaston Berger, poi, ha completato il quadro, aggiungendo altre sei caratteristiche alle tre originarie.
Ogni tipo, quindi, presenta specificità comportamentali precise e riscontrabili anche nella sua scrittura: questi “tipi” saranno presentati nel corso del seminario, anche con l’ausilio delle correlazioni grafologiche individuate da Émile Caille. Lo scopo del seminario è quello di fornire al grafologo una chiave di lettura da aggiungere a quelle di cui già si avvale nell’esame delle scritture, ma anche quello di accompagnare nel mondo affascinante dello studio del carattere chiunque desideri accostarvisi per interesse personale o semplice curiosità.

Informazioni di prenotazione
Domenica 20 Marzo 2022 ore 9:30-12:30
SEMINARIO: Alla scoperta del carattere
a cura di Maria Luisa FAVIA
Prenotazioni entro il 15/3
Richiesti crediti A.G.I. e A.G.P.

Prezzi
20€ Soci Arigraf – 70€ Esterni (comprensivo di tessera associativa)

Telefono: 333 5881360
eMail: arigraf.segreteria@gmail.com

Ai partecipanti saranno forniti i materiali e le istruzioni per procedere autonomamente al reattivo caratterologico di Berger, allo scopo di individuare la tipologia a cui appartengono e i tratti distintivi del loro comportamento.

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NUOVO CORSO INTENSIVO di Educazione del gesto grafico

2022-01-03T10:35:47+01:00

In partenza il nuovo CORSO INTENSIVO di Educazione del gesto grafico conforme alla direttiva UNI,  della durata di un anno, che permetterà di abilitarsi alla professione di EGG e di entrare rapidamente nel mondo del lavoro in base alla legge 4/2013

La prima lezione gratuita si terrà on line il 23 gennaio.

Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria Arigraf al numero 3335881360.

Per partecipare alla Prima lezione gratuita inviare una mail a arigraf.egg2022@gmail.com

Valentino Rossi

2021-11-19T19:02:28+01:00

Valentino Rossi, pilota motociclistico leggendario, ha dato il suo addio alle gare a quarantadue anni, correndo, il 14 novembre 2021, l’ultimo Gran Premio della sua carriera spettacolare.

Vive a Tavullia, il piccolo borgo fra le Marche e la Romagna dove è nato il 16 febbraio 1979 e dove tutto parla di lui: perfino il limite di velocità è fissato a 46 km/h, invece che ai canonici 50…

46, infatti, è il numero scelto dal pilota a inizio carriera perché già utilizzato nel Motomondiale del 1979 dal padre Graziano, anche lui pilota professionista.

Il “dottore” – così soprannominato per la sua straordinaria capacità di studiare la moto e di curarne eventuali problemi e difetti – ha esordito a soli tredici anni nel campionato professionistico di motociclismo, per poi conquistare nove titoli mondiali , entrando nella leggenda .

Iscritto al liceo linguistico di Pesaro, non ha mai terminato gli studi, ma è diventato “dottore” (anche di fatto) nel 2005, quando l’Università “Carlo Bo” di Urbino gli ha conferito una laurea magistrale honoris causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

La forza della sua spontaneità e della sua leggerezza, unite ovviamente al suo talento e alla sua solidità sportiva, hanno creato attorno alla sua immagine una sorta di culto religioso.

Un po’ guascone, simpatico, irriverente, schietto e autoironico, Valentino esprime la propria personalità con naturalezza, conservando quell’atteggiamento scanzonato e adolescenziale adottato fin da quando era sconosciuto al grande pubblico.

Anche nella grafia del campione, ormai adulto, permangono caratteristiche adolescenziali: spontaneità, vivacità e mobilità del tracciato indicano che l’esuberanza e l’entusiasmo sono ancora intatti, la componente Anima rimanda a una spiccata sensibilità, mentre le lettere script e à rebours rivelano un’identità “scapigliata” che, dietro a un goliardico anticonvenzionalismo, nasconde ansie e incertezze (disuguaglianze marcate in dimensione, addossamenti, sospensioni).

Chiara, a tendenza bassa, con ovali importanti – talvolta ovoidali talaltra ammaccati – e con qualche indulgenza narcisistica (caratteristiche anche queste dell’età adolescenziale), la scrittura di Valentino esprime la concentrazione sulla dimensione socio-affettiva del presente non disgiunta da una buona organizzazione, nel pensiero e nell’azione.

Socievole (anche se più incline a parlare che ad ascoltare), seduttivo, affettuoso, sempre emozionalmente carico (numerose tegole ascendenti in corso di parola), il campione potrebbe essere tradito da un eccesso di fiducia che rasenta l’ingenuità, se non avesse, come ha, risorse di combattività per difendersi dalle ingerenze esterne (arcate, mazze, inclinazione prevalentemente verticale, acuminazioni, t a frusta o a croce) e pattern di riferimento precisi che orientano il suo comportamento professionale (impostazione tipografica, rigo sinuoso ma con interlinea rispettata).

Le firme di Valentino Rossi meritano un discorso a parte: sono due, per sua stessa ammissione.

La prima è l’autografo destinato al pubblico: una firma iconica, che rimanda allo stile di guida del pilota.

La penna si lancia sul circuito della carta con un movimento circolare, che torna su se stesso senza mai fermarsi e che disegna flessuosamente ampie curve per terminare con una stella, simbolo di vittoria.

La finale, frenando, si mette di traverso, come Valentino ama fare con la macchina, con la moto, e perfino con l’Ape a tre ruote. L’intera firma si rovescia, riproducendo una delle leggendarie impennate del suo autore. Con le aste inferiori a vasca e a punta, sembra di vedere la sua moto tutta inclinata su un fianco, quasi a sfiorare il terreno.

La seconda firma è quella “ufficiale”, riservata ai documenti pubblici e agli scritti privati. Simile al testo nel nome, se ne distacca nel cognome, personalizzato e valorizzato da una figura finale che accenna a quella stella che chiude l’autografo. Nella vita reale, insomma, se Valentino resta il ragazzo spontaneo di sempre, Rossi non rinuncia a lasciare sulla carta la sua impronta inconfondibile di campione.

M.L.F.

Gino Strada

2021-09-04T10:53:03+02:00

Gino Strada: l’Utopia della Pace

 

Luigi Strada, noto come Gino, nasce a Sesto San Giovanni (Milano) il 21 aprile 1948. Si laurea in Medicina e Chirurgia , specializzandosi in Chirurgia d’Urgenza,  per poi completare  la sua formazione negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Sud Africa presso prestigiose istituzioni accademiche e ospedaliere.  

Nel 1988 si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra, per poi lavorare con la Croce Rossa in varie zone di conflitto armato.

Questa esperienza sul campo motiva Strada, la moglie Teresa Sarti e un gruppo di colleghi, a fondare, nel 1994,  Emergency, un’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo. Dalla  sua fondazione a oggi, Emergency  ha fornito assistenza gratuita a milioni di pazienti e ha promosso la costruzione di ospedali e posti di soccorso in diciotto Paesi del mondo.

 

Per un beffardo gioco del destino Gino Strada muore proprio nei giorni in cui i Talebani marciano verso la riconquista di Kabul, atto finale di un conflitto che, dopo vent’anni, finisce per riprodurre l’analogo assetto di potere che gli Stati Uniti e l’Occidente volevano cambiare, portandosi dietro un’impressionante scia di morte, dolore e distruzione.

È la logica della guerra, di quella guerra che Gino Strada ha sempre considerato strumento eticamente inaccettabile, oltre che inidoneo a risolvere qualsiasi contrapposizione tra uomini e popoli.

La grafia di Gino Strada indica un idealismo capace di tradursi in azione grazie a intraprendenza, coinvolgimento e ricettività (movimento dinamico, inclinata, a ghirlande ); il suo è uno sguardo rivolto verso orizzonti alti, unito alla consapevolezza che solo l’azione e la  lotta quotidiana sul campo possono avvicinarsi a quegli orizzonti  (prolungata in alto e in basso).

È dotato di  una mente agile e chiara, grande senso del rigore e capacità di adattarsi ai cambiamenti repentini della professione nei contesti difficili in cui opera (allargata, semplificata); possiede, inoltre, una finezza psicologica che gli consente di perseguire il suo obiettivo con determinazione e concentrazione, mostrandosi impaziente di raggiungerlo rapidamente (movimento  dinamico, gladiolata).

Ha un forte senso dell’organizzazione (buona impostazione, spazio tra righe accentuato), non si lascia demotivare, né influenzare. È stabile e tenace nel raggiungimento dei suoi fini: non molla l’azione una volta intrapresa, abbatte gli ostacoli con l’impeto e l’irruenza del trascinatore (legata, allargata, inclinata, tratti del temperamento “Bilioso” di Ippocrate).

È un medico nel vero senso della parola: si prende cura delle persone in quanto esseri umani che hanno bisogno di assistenza, senza distinzioni di età, sesso, censo e religione. In questo senso sente un forte senso di appartenenza al mondo della Medicina che impronta ogni sua attività e su cui concentra e indirizza ogni suo sforzo. (legata, piccola, gladiolata).

Per i pensieri astratti, banali, nutre un fastidio che esprime con atteggiamenti di snobismo, di distacco, di aperta insofferenza: la sua è una personalità controcorrente che rifugge dalla mediocrità e capace di opporsi con forza, severità e intransigenza a chi mette in dubbio le sue convinzioni (caratteristiche del tipo junghiano “Pensiero”, firma più grande del testo, sopraelevazioni, lettere a rébours, mazze, acuminazioni).

È un uomo sensibile e la sua emotività è messa a dura prova dal contatto con adulti e bambini massacrati dalle mine antiuomo (disuguale in dimensione, pressione che via via sfuma). La componente realistica e sensoriale è in lui un fattore importante (presenza della funzione junghiana “Sensazione”), ma non comporta alcun cedimento alle cose facili: è un uomo audace che ama le sfide, che accetta il rischio e che è capace di assumersi gravose responsabilità anche per compensare inevitabili cedimenti interiori (disuguale in pressione e in dimensione, pressione a volte spostata).

Concreto, all’apparenza arrogante, combattivo, fiducioso di poter trarre profitto dalle proprie doti, di amministrare adeguatamente le sue potenzialità, non si rilassa mai, correndo rischi di stress da surmenage (pressione spostata, che via via sfuma, caratteristiche del temperamento “Bilioso” di Ippocrate).

 

Tradito dal suo cuore, Gino Strada è morto il 13 agosto 2021 in Normandia all’età di 73 anni.

 

Gino Strada ha illuminato il concetto/sostanza di sacralità e il rispetto per la vita e l’integrità umana. Ha dato tutto se stesso non solo con le sue capacità di grande organizzatore ma come uomo con un ideale irrinunciabile: quello dell’uguaglianza tra gli esseri umani. (Moni Ovadia)

 

Maria Rosaria Colella

 

 

 

Raffaella Carrà

2021-08-01T11:14:51+02:00

Raffaella Carrà è stata definita la regina della televisione italiana, ma la sua scrittura ha ben poco di maestoso e regale. La grafia è infatti medio- grande, ma senza segni di soprelevazioni o ornamenti che normalmente ci si potrebbero attendere da una “diva”. Era una persona generosa, dall’ espansività semplice, fresca: la sua scrittura è infatti chiara, ampia e molto curva.

 

La carriera nel mondo dello spettacolo comincia per Raffaella precocemente, con la partecipazione a soli 8 anni al film “Tormento del passato” (1952); da quel momento la sua ascesa non si è mai arrestata, spaziando il suo percorso professionale – negli ultimi 70 anni – dalla radio alla televisione, alla canzone, alla produzione televisiva. Tale forza e dinamismo, audacia ed espansività si rivelano facilmente nella scrittura che è grande, legata, con una buona pressione, ascendente. Raffaella era una persona dinamica, capace di affrontare una grande mole di lavoro e anche diverse attività alla volta, adattandosi spontaneamente e con entusiasmo a nuovi progetti: le ghirlande infatti abbondano nella sua grafia.

 

Dedizione al lavoro e organizzazione si evidenziano nella impostazione armoniosa della sua scrittura che ha un margine sinistro crescente; mentre la forza di volontà, che fa pensare a una certa diligenza premurosa nell’ eseguire ciò che fa, si rivela grazie ai tagli della T che, sempre vergati con forza, sono bassi ma spesso legati alla lettera che segue: indicativi di una certa modestia e moderazione, ma anche di una spinta realizzatrice molto forte. Nel suo agire non vi è la pesantezza del sacrificio ma la leggerezza della dedizione, della simpatia e dell’ ottimismo. Fondamentale per questo l’ ascendente delle righe, che denota ardore, attività, iniziativa innovatrice, ottimismo e immaginazione: tutte caratteristiche proprie della Carrà e che costituiscono il motore propulsivo di una vita tanto ricca e tanto fortunata da un punto di vista lavorativo e artistico.

 

A proposito della vena artistica di Raffaella, a parte il senso estetico che la connota, la scrittura è un emblematico esempio di scrittura “plena” di Augusto Vels, che l’ ha riscontrata in diverse grafie di artisti, inventori e attori: caratterizzata da movimenti ampi, curvi, gradevoli (pienezza e armonia di forma) e dal tratto in rilievo. Denota forza immaginativa, espressiva e suggestiva, talento oratorio e descrittivo. Tutte caratteristiche della Carrà, vera sintesi della sua vita artistica.

Le specie grafiche già descritte, unite alla leggibilità della firma (autenticità semplice), ci spiegano anche l’ audacia dell’artista nel mostrare il suo ombelico negli anni ‘70. Lei stessa, in un’ intervista del 2018, quando viene nominata Dama “a l’ Orden del Merito Civil” dall’ambasciatore spagnolo in Italia, dice: “non avrei mai immaginato che il mio ombelico facesse così tanto rumore. Per me è stato naturale vestirmi alla moda di quei tempi”.

Spontaneità, freschezza, vivacità si riscontrano anche nelle forme della sua scrittura – curva, ampia, semplice in un insieme armonico – che ne fanno una persona dalle alte qualità morali.

 

Tale tratto si rivela anche nel modo in cui ha affrontato l’ impossibilità fisica di avere bambini. Dice a tale proposito in un’intervista: “ Avevo trent’anni, i mesi passavano e questo bimbo non arrivava. Sono andata dal ginecologo e ho fatto l’ amara scoperta: ormai era troppo tardi. Ma anche io volevo donare qualcosa di buono, come quello che avevo ricevuto nella vita. Cosi ho riservato tutto l’ amore che avevo dentro ai miei due nipoti . Poi mi sono dedicata alla adozioni a distanza: sostengo bambini un po’ in tutto il mondo e di tanto in tanto li vado a trovare. Mi sono,

per cosi dire, circondata di infanzia, riuscendo a colmare quel vuoto che avevo dentro”. E forse la scrittura un po’ schiacciata parla proprio di un’antica sofferenza affettiva.

 

Sempre Agusto Vels chiama questo atteggiamento ”oblio di se stesso”: le personalità superiori sublimano le proprio difficoltà, dimenticando se stesse e creando del bene: scrittura armonica, ampia, ottimo equilibrio bianchi/neri, curva.

 

Anche se l’ ombra di questo conflitto col suo corpo mai è stata totalmente scacciata, e si può scorgere nelle gambe della lettera F, vergate nella firma con movimenti sinistrogiri e con le aste che non discendono verticalmente ma accennano a dei denti di pescecane.

 

Comunque la Carrà riusciva anche a gestire con grande eleganza il difficile equilibrio tra vita pubblica a privata. Non si concedeva a grandi eccessi da superstar (la sua scrittura non presenta esagerazioni nè grandi disuguaglianze) e riusciva ad essere molto discreta (ampio spazio tra righe, ovali ben chiusi anche a doppia mandata, aste leggermente rovesciate). Nessuno, ad esempio, sapeva della sua malattia.

 

Infine Raffaella, per le forme un po’ paffutelle e i suoi ovali jointoyée, aveva un che di ingenuo, di candido. Fabio Fazio scrive in sua memoria: ”Era elegante Raffaella: era elegante quella televisione che costruiva l’ estetica di un Paese ingenuo ma pieno di dignità. Raffaella Carrà era la sintesi di tutto ciò”.

 

Domenico Mugavero

ARIGRAFMediterraneo

Carla Fracci

2021-06-07T13:23:36+02:00

Carla Fracci

 

Carolina Fracci, in arte Carla, nasce a Milano il 20 agosto 1936 da Luigi Fracci, alpino e sergente maggiore in Russia, e da Santina Rocca, operaia alla Innocenti. All’inizio della guerra Carla e la sua famiglia, sfollati dalla città, si rifugiano a Volongo dalla nonna materna Argelide, dove, come l’artista dirà anni dopo, “ben piantate nella terra”, si trovano le sue radici. Trasferitasi dalla zia a Gazoldo degli Ippoliti, nel mantovano, per frequentare la scuola elementare, torna a Milano con la famiglia al termine della guerra: aspira a diventare parrucchiera, ma sa ballare e si esibisce per gioco al Circolo ricreativo dell’azienda di trasporti dove, nel frattempo, il padre è stato assunto. Su insistenza di alcuni amici, che notano nella ragazzina un notevole senso del ritmo, i genitori si convincono a portarla al Teatro alla Scala per un’audizione.

È l’inizio di un’epoca che segnerà per sempre la storia della danza: a dodici anni Carla è una comparsa in La bella addormentata con Margot Fonteyn e a ventidue viene promossa prima ballerina.

Regina indiscussa della danza, “prima ballerina assoluta “ , come l’ha definita il New York Times, Carla Fracci incanta e ammalia le platee di tutto il mondo, interpretando i maggiori ruoli (circa centocinquanta) della letteratura del balletto e danzando con partner prestigiosissimi come Rudolf Nureyev (“Danzare con lui era una sfida: eccentrico, competitivo ma di grandissima generosità”, dirà poi).

Sposatasi nel 1964 con Beppe Menegatti, aiuto regista di Visconti, Carla Fracci diventa madre quattro anni dopo, conciliando con successo quotidianità e carriera.

Ritiratasi dalle scene, negli ultimi decenni ha diretto prestigiosi corpi di ballo, fra cui quelli del San Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona e del Teatro dell’Opera di Roma, continuando sempre a portare avanti la sua passione per l’insegnamento e la divulgazione della danza classica fra i giovani.

Musa, mito, icona, celebrata da poeti come Eugenio Montale (“..a te bastano i piedi sulla bilancia per misurare i pochi milligrammi che i già defunti turni stagionali non seppero sottrarti” ) e Alda Merini (“Tu sei leggera come la follia…”), è morta a Milano a ottantaquattro anni, il 27 maggio 2021.

La grafia di Carla Fracci, grande, semiangolosa, verticale, intricata, parla di uno spirito pragmatico, concreto e determinato che ribolle sotto la dolcezza del tulle bianco, raccontando la storia di una donna che, pur volando in punta di piedi, si coinvolge in tutte le dimensioni della vita reale e resta ben ancorata alle radici contadine della sua infanzia.

Orgogliosa di sé e dei suoi traguardi (sopraelevazioni e sottolineature ), non indulge mai a forme di divismo, restando sempre amabile e disponibile (c a conchiglia, finali in curva aperta, ghirlande), pur se discreta e misurata nell’esternazione dei suoi sentimenti, che ha forse sacrificato alla rigida disciplina e alla ricerca di una perfezione che è sfida continua a superarsi (grafia a forte componente fallica, lettere strette, maiuscole alte e strette).

La firma merita un’attenzione particolare per il movimento vivace e flessuoso con cui danza sul palcoscenico simbolico della sottolineatura: l’iniziale del nome entra in scena partendo da lontano, dal centro del palco, mentre la sua finale si libra verso destra per poi tornare indietro con un inchino.

Con la morte di Carla Fracci, l’eterna fanciulla danzante di Montale, scompare la più grande esponente della danza classica italiana del Novecento, l’ étoile internazionale di prima grandezza e la leggenda del ballo, ma anche la donna che è rimasta sempre fedele a quelle radici contadine dalle quali ha tratto la determinazione e lo spirito di sacrificio che l’hanno guidata nell’arte come nella vita.

M.L.F.

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