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Gianrico Carofiglio

2020-12-18T11:25:54+01:00

Gianrico Carofiglio, ex magistrato ed ex senatore del PD, fuoriclasse del noir italiano e voce importante della narrativa italiana. Il suo ultimo libro “La misura del tempo”, apprezzato da pubblico e critica, secondo classificato al premio Strega 2020, è stato ed è in pole position nelle classifiche dei più venduti.


Osserviamo nella breve dedica una scrittura che “viaggia”, perfettamente a suo agio, nel piccolo spazio bianco a disposizione, quello della pagina di libro che ne diventa naturale “dimora”, parafrasando le parole della dedica stessa.

Il tracciato è libero ed espressivo e nel contempo chiaro ed ordinato; le disuguaglianze e la sinuosità del rigo si integrano naturalmente con il rispetto dei margini e delle distanze “di sicurezza” ; gli ampi spazi bianchi tra le righe e le parole, spazi di riflessione e di silenzio, sottolineano l’importanza delle parole, ne accrescono l’efficacia della scelta: e proprio al “peso” delle parole, al desiderio di contrastarne l’uso sciatto ed inconsapevole Gianrico Carofiglio ha dedicato uno dei suoi libri,”La manomissione delle parole” . L’innegabile ed acuto spirito critico, l’intelligenza aperta e creativa emergono evidenti dalle piccole acuminazioni, dalle diffuse ricombinazioni e semplificazioni, dai rapidi collegamenti presenti nel tracciato; il gesto semplice e naturalmente elegante evoca la sobrietà del suo eloquio ed i giudizi equilibrati; il breve testo appare una rappresentazione grafica del monito”rifletti prima di pensare” di cui Carofiglio fa spesso uso con l’ironia che gli è propria.

La pluralità dei punti di vista e l’invito a dubitare della verità stessa all’interno di una sfida processuale costituiscono il perno del suo ultimo romanzo “La misura del tempo”, classificato secondo al premio Strega, ed appaiono perfettamente rappresentati dalle lievi disuguaglianze d’inclinazione e continuità, dai piccoli ovali aperti, dalla dimensione decrescente delle parole, in generale dal ritmo del tracciato. Alcune rigidità del testo si annullano ed esplodono poi nella firma vivace ed ampia che, senza abbandonare la verticalità, si allarga e va ad esplorare l’ignoto, superando lo spazio a disposizione in una sorta di rievocazione grafica della scelta, credo, più importante della sua vita: lasciare la Magistratura ed approdare, con grande successo, al mondo creativo della scrittura.

L.M.

Accogliere la fatica di chi cresce

2020-12-10T13:58:54+01:00Tag: |

Accogliere la fatica di chi cresce

Anna Rita Guaitoli

Casa editrice Epsylon – prezzo scontato Arigraf € 17,00

Va pensiero

2020-12-10T13:59:58+01:00Tag: |

Giuseppe Verdi – Va pensiero

Elena Manetti

La mamma Balena

2020-12-10T14:00:22+01:00Tag: |

La mamma Balena

Elena Bracci Testasecca

Storia di due bambine raccontata attraverso il segno grafico.

Creatività fra genio e follia

2020-12-10T14:01:02+01:00Tag: |

Creatività fra genio e follia

Nicole Boille

Mussolini e il suo doppio. I diari svelati

2020-12-10T14:01:24+01:00Tag: |

Mussolini e il suo doppio. I diari svelati

Nicole Ciccolo e Elena Manetti

Errances – une vie en transit

2020-12-10T14:01:57+01:00Tag: |

Une vie en transit

Errances

La contessa di Castiglione

2020-12-10T14:02:21+01:00Tag: |

La contessa di Castiglione

Anna Rita Guaitoli

Luis Sepulveda

2020-11-14T17:53:19+01:00

Luis Sepúlveda (4 ottobre 1949, Ovalle, Cile) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno.

Impostosi sulla scena mondiale con “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” (1989), ha pubblicato una trentina di libri tra romanzi, raccolte di racconti e narrazioni di viaggio, mettendo sempre il lettore di fronte alle grandezze e alle miserie della Storia e trasferendo nei suoi testi le esperienze, le passioni umane e politiche, il culto dell’amore, la difesa della natura e il gusto per l’avventura. Giocava con i generi, scegliendo le favole per raccontare i sentimenti universali: indimenticabile la sua “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare “ (1996). Vittima della pandemia di Covid-19, è morto il 16 aprile 2020 a Oviedo (Spagna).

Lucho, il combattente

Lo chiamano Lucho, combattente. La sua è una letteratura di chi vuole cambiare il mondo e che ha resistito a un regime che non ha lasciato prigionieri. Quello del “Cile di Pinochet” durato dal settembre 1973, quando Augusto Pinochet divenne capo della giunta militare, all’11 marzo 1990, quando il Cile è tornato alla democrazia.

Lucho è Luis Sepulveda e ci ha appena lasciati.

Dall’analisi della grafia, che conserva implacabilmente traccia della sua vita presente e passata, è evidente una enorme carica di umanità che proviamo ad immaginare scaturita da tante sofferenze fisiche nonché psicologiche, dovute alle torture subite.

Esperienze che hanno maturato in lui un bisogno di respirare aria di libertà, di espandere i polmoni, di esprimersi completamente, partecipando alla società del suo tempo con tutta la forza vitale, la motivazione e la generosità di cui è naturalmente dotato (grafia allargata, ascendente, dinamogenica, a ghirlanda con arco iniziale, aperture negli ovali e in alcune vocali).

Capace di ascolto e pronto a mobilitarsi per i più deboli (gladiolata, aperture in alto e a destra, sfumata, allargata, firma inclinata) con quel calore e quella vicinanza che fa sentire unica la persona a cui va incontro, è animato da elevati ideali personali e sociali (sopraelevata, ascendente, caratteristiche falliche). La sua vita è un susseguirsi di esperienze le più diverse: giornalista a 17 anni, scrive già su uno dei più importanti quotidiani argentini; a 20 anni ottiene un premio per un libro di racconti e di lì vince una borsa di studio per corsi drammaturgia presso l’Università di Mosca. Quando presto torna in Cile si diploma come regista teatrale, scrive racconti, lavora alla radio. E’ inarrestabile. La sua necessità di aprirsi, di esprimere le sue potenzialità spazia in tutti i campi.

Possiede questa grande capacità di proiettarsi in avanti e nell’azione, ha un’ energia realizzatrice che lo ispira ed è così potente che lo porta a raggiungere gli obiettivi che si prefigge (caratteristiche del bilioso, grafia propulsiva, in rilievo, collegamenti secondari).

La sua determinazione è pari alla sensibilità e alla vulnerabilità che si originano dagli eventi della sua infanzia (grafia leggermente ammaccata, sospesa, i piccole e sospese, caminetti, disuguale in dimensione), a cominciare dalla sua nascita, avvenuta in un albergo, in quanto i suoi genitori erano stati denunciati per ragioni politiche e lì si erano rifugiati.

La sua sensibilità superiore alla media si esprime nei modi delicati e profondi dell’approccio all’altro e nella capacità di annusare il pericolo, come guidato e allertato da un sesto senso (sfumata, allargata, bucata, caratteristiche del tipo sensazione). E’ fortemente legato alla madre e a quel passato da cui ha anche sviluppato la capacità di reagire a momenti di nostalgia e sconforto. Inevitabili (margine sinistro leggermente progressivo ma disuguaglianze in dimensione, oscillante attorno alla verticale, ammaccata, sospesa, residui di oralità).

Ma Lucho è appunto combattivo – non per nulla si è conquistato l’appellativo – è animato da una energia guidata da una gran forza di volontà e una grande resistenza. Riesce a prendere la giusta distanza dalle emozioni acquisendo la capacità di percepire la realtà quale è, ponendosi l’obiettivo di volerla cambiare (caratteristiche del bilioso e del tipo pensiero, in rilievo, leggermente appoggiata, ascendente, prolungata in basso).

Entra a far parte della guardia personale di Salvador Allende, un periodo felice e duro durante il quale la cultura è il suo grande rifugio e lo forma profondamente. Con la caduta di Allende, catturato e torturato dal Regime, Lucho viene salvato dalla morte da Amnesty International che riesce a far commutare la condanna in un esilio.

A Luis non basta una sistemazione comoda quale quella che gli si prospetta come professore di drammaturgia all’Università di Uppsala in Svezia, sceglie invece di andare in Brasile, Paraguay e Equador, collaborando con l’Unesco per studiare gli Indios Shuar. Forse non è un caso che Sepulveda abbia un quarto di sangue Mapuche. Vive in Amazzonia per sette mesi e lì vedrà la luce il suo primo libro importante. La cultura maturata in quegli anni è diventata un bagaglio che non può ignorare.

L’intelligenza rapida e originale e un’attitudine naturale a sfuggire alla mediocrità (caratteristiche falliche, firma stilizzata, grafia personalizzata, à rebours, ricombinata) lo hanno portato a percorrere strade le più diverse, grazie alla sua curiosità, alla capacità di associare idee inedite, possiede un intuito acuto e sottile, e ormai la cultura è diventata la sua forza protettrice, una base sicura per liberare la sua audacia creativa (ricombinata, buchi, arco nello spazio, puntini a cerchietto, vasche, abili collegamenti annodati in doppio arco).

Nel periodo cileno si assume la responsabilità di una cooperativa agricola, affrontando una forza ben più potente, quella della Natura. Anche questa esperienza lo segnerà, dando luogo, grazie alle straordinarie doti di immaginazione, fantasia e originalità (ricombinata, à rebours, puntini a cerchietto, arco nello spazio ), alla narrazione di storie che hanno riscosso un enorme successo in tutto il mondo.

Nella vita privata ha trovato in Carmen la sua più grande amica, compagna, amante, moglie: perduta al tempo del carcere, creduta morta, ritrovata e risposata dopo tanti anni. Una unione che Luis vive con delicatezza e partecipazione profonda, ma anche dando spazio alla sensualità (sfumata, allargata, vellutata, aste inferiori gonfie e prolungate).

Nella “storia” di Sepulveda le origini, le radici che la vita a volte ha minato, sono state la spinta alla scoperta della sua forza vitale, costruttrice e umana. Il passato può essere terribile, si può tentare di prendere le distanze da esso, ma prima o poi ritorna. Invece di sfuggirlo, Luis ne ha fatto un punto di forza, che ha fatto emergere le sue doti migliori. Tutto questo ha lasciato un segno. Forse è proprio tutta la sofferenza patita, la vita da profugo ed esule a dare la possibilità a questo combattente, malgrado tutto, di porsi al centro senza ostentazione, con discrezione, solo con un inesauribile patrimonio di storie da raccontare.

Maria Rosaria Colella

Scrivere e narrare di sè

2020-12-10T14:02:46+01:00Tag: |

Scrivere e narrare di sè – ed. Biblioteca di Orfeo

Guaitoli, Manetti, Urbani
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