Primogenita di Benito Mussolini e moglie di Gian Galeazzo Ciano, Edda fu protagonista di una tragedia personale all’interno della tragedia collettiva dell’Italia fascista. “Ho sottomesso l’Italia, ma non lei”, diceva il padre a proposito di questa figlia indomabile e trasgressiva, che sfidava apertamente il modello di “angelo del focolare” imposto dal regime. Affascinante, magnetica e seducente, Edda fumava, beveva, giocava a poker, guidava auto sportive, indossava disinvoltamente pantaloni e bikini e, indifferente a pettegolezzi e scandali, ricambiava sfrontatamente i tradimenti di Gian Galeazzo. Ingaggiò con il padre una battaglia fatta di scontri furiosi e lacrime per salvare la vita al marito, ma ne uscì sconfitta, restando vedova e orfana nel giro di quattordici mesi e convivendo per i successivi cinquant’anni con i fantasmi assillanti dei due uomini.
Nel nostro appuntamento con Edda , daremo spazio alle vicende meno note della sua vita e, con l’ausilio della grafologia, cercheremo di indagare i lati più segreti della sua discussa e indecifrabile personalità. Ci soffermeremo, in particolare, sull’incredibile storia d’amore fra Edda e Leonida Bongiorno, ex-partigiano e dirigente comunista di Lipari: una storia nata e vissuta sull’isola delle Eolie dove la donna , alla fine della guerra, fu confinata.
Questo amore appassionato — e appassionatamente ricambiato — fra una donna sconfitta dalla Storia e un uomo che dell’ideologia da lei incarnata fu irriducibile avversario rappresenta un’ulteriore testimonianza delle contraddizioni e dei tormenti che segnarono la vita di Edda che, pur convinta e fedele ambasciatrice del fascismo, rivendicò, nel bene e nel male, il suo diritto a vivere e ad amare da donna libera.
